Geologia, botanica e componimento poetico

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Che cos’è una castagna? Quello è un fungo o un polipo? Un altro fungo sembra una nave spaziale! Quelle bacche sono commestibili? La strada asfaltata, le rocce, il ferro della ringhiera. Il silenzio. Mentre camminavamo pensavo alle pagine della Montessori su “Come educare il potenziale umano”: la classificazione degli elementi naturali, la rilevanza della geologia per comprendere la creazione della terra, il suo sviluppo sino alla nascita degli esseri viventi, dell’uomo e poi delle civiltà. Ho iniziato con il fotografare ciò che ci incuriosisce per poi inserirlo all’interno delle nostre schede classificatorie, delle rocce e delle piante (ricavate in parte dallo straordinario http://www.lapappadolce.net). Forse davvero bisogna inventare ogni giorno il nostro linguaggio e scoprire le cose sconosciute, così sterminate. Poi abbiamo ascoltato il rumore del vento tra gli alberi: che cosa dicono gli alberi? Ho pensato a molte poesie sull’albero e sul vento e poi ho ricordato il finale del film su Janet Frame, “Un angelo alla mia tavola”: “Che cosa dicono gli alberi?” “Ash, Ash”. Cenere, vento, pietre, terra, noi.

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Pubblicato da Marica Costigliolo

"I leave a white and turbid wake; pale waters, paler cheeks, where' er I sail. The envious billows sidelong swell to whelm my track; let them; but first, I pass." H. Melville

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