Regalo di Natale

L’unschooling o homeschooling non è per tutti: lo sarebbe, in teoria, ma nella pratica le cose stanno diversamente. Ci sono lavori, situazioni, preparazione personale che possono rendere impossibile questa scelta. Se però avete anche solo una minima possibilità di realizzare la scuola a casa, considerate gli effetti della frequenza scolastica delle scuole materne, primarie e secondarie.
1) problemi di salute: frequenti malattie, pediculosi, allergie, problemi respiratori, sovrappeso, sono portati dalle condizioni che i bambini e i ragazzi sono costretti a sopportare. Sino a 30 persone in una classe con pochissimo spazio personale sino a 8 ore al giorno: non è un luogo sano in cui stare.
2) problemi di apprendimento: i ritmi omologanti rendono l’apprendimento individuale molto difficile, perché il bambino può percepire l’insegnamento o troppo complesso o al contrario troppo noioso con conseguenti carenze di attenzione, concentrazione, di autostima, disinteresse.
Inoltre i programmi scolastici sono totalmente inadeguati perché non sviluppano le competenze creative del bambino, né le sue attitudini peculiari.
3) problemi di relazione: i bambini nella scuola NON imparano a socializzare. Socializzare significa saper stare con l’altro, provare piacere e stimolo nel confronto. Il “confronto” scolastico, costituito da competizione (per via dei voti e delle punizioni), rivalità, bullismo, discriminazione, sessismo, non è una modalità di stare in relazione con l’altro che sarà utile ai bambini, non sarà utile al loro futuro di cittadini di un mondo in continua evoluzione, dove le capacità personali, l’autonomia, l’apertura mentale sono fondamentali per vivere.
4) problemi di tempo: la vostra vita e quella dei vostri figli sarà segnata e scandita dai ritmi della scuola, da orari rigidi e da festività che non appartengono alla vostra cultura o al vostro sentire.

E 5), il punto fondamentale, problemi nel rapporto con i nostri figli: crediamo di conoscere davvero i nostri figli che trascorrono otto ore al giorno in un edificio con persone che non conosciamo (tra l’altro non è dato sapere neppure il cv delle insegnanti), che trasmettono loro inevitabilmente i propri valori, la propria cultura, il proprio modo di vedere il mondo? Che disagio possono provare i nostri figli nel vederci soltanto qualche ora al giorno e nei finesettimana? Perché dobbiamo privarci del piacere di stare con i nostri bambini e vederli crescere e apprendere insieme a noi, insieme ai propri fratelli e sorelle?

Per questo nuovo anno auguro di cuore a voi tutti di cominciare l’esperienza dell’unschooling!

Pubblicato da Marica Costigliolo

"I leave a white and turbid wake; pale waters, paler cheeks, where' er I sail. The envious billows sidelong swell to whelm my track; let them; but first, I pass." H. Melville

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