Come imparare le lingue con i bambini?

Unschooling significa anche proporre attività che non hanno nulla a che fare con i programmi scolastici. “Materie” apparentemente simili, come italiano o matematica, sono svolte in modo molto diverso da come sono affrontate sui banchi di scuola.

Un esempio sono le lingue straniere. A scuola, in teoria, i bambini dovrebbero imparare una o due lingue comunitarie: come viene insegnato l’inglese nelle scuole primarie? Si colorano delle figure, si leggono alcune parole, l’insegnate parla italiano per molta parte dell’ora. Difficile fare altro in classi di 25 bambini.

Ho la fortuna di conoscere un’insegnante di inglese per bambini che insegna in laboratori extrascolastici. Lei mi ha consigliato qualche strategia per imparare l’inglese, il francese e altre lingue, con i miei figli. Scrivo “imparare” perché io stessa sto ripassando, imparando, mettendomi alla prova su pronuncia, ortografia, velocità di dizione, comprensione di testi ecc.

Innanzitutto cantare brevi canzoncine, alcune da ripetere per molte settimane, come una sorta di rituale di inizio e fine attività: leggere a voce alta libretti in varie lingue e poi proporre un’attività pratica, manuale da svolgersi solo in lingua inglese (o francese o altro). Questo metodo è molto valido perché permette al bambino di cimentarsi con qualcosa di “quotidiano”, che conosce, come la pasta di sale o collage o altri giochi, in una lingua ancora da imparare.

Leggendo qua e là e parlando con una pedagogista che studia l’acquisizione del linguaggio, ho scoperto che il bambino acquisisce l’abilità linguistica nel primo anno di vita. E’ proprio in quel periodo che il bambino dovrebbe ascoltare ogni lingua del pianeta!

Le parole in più lingue apprese nei primi sei anni, resteranno nella memoria per poi essere “usate” più avanti, con naturalezza, dal bambino.

Noi stiamo imparando tre lingue oltre l’italiano e non escludiamo di provare con una lingua extraeuropea.

Pubblicato da Marica Costigliolo

"I leave a white and turbid wake; pale waters, paler cheeks, where' er I sail. The envious billows sidelong swell to whelm my track; let them; but first, I pass." H. Melville

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