La consapevolezza

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In questi giorni infuria la polemica per le norme sui vaccini obbligatori. La legge introduce l’obbligo di vaccinazione per i bambini che vogliono iscriversi agli asili nido e alle scuole materne.

Intanto da qualche mese, negli ambienti homeschooler, il dibattito è sulla legge circa l’obbligatorietà degli esami per gli homeschooler.

Da parte mia penso che in entrambi i casi sia la libertà delle persone ad essere in gioco: libertà non è “decidere ciò che ci pare”, ma “agire con profonda consapevolezza”.

Per quanto riguarda la decisione dell’istruzione familiare posso dire che bisogna aver chiari i motivi e le ragioni che ci portano verso questa scelta. Una scelta che  non cambia molto lo stato di cose esistente, non sposta l’equilibrio fragile della nostra dimensione sociale. Sposta di molto il nostro equilibrio, quello familiare ed esistenziale. E’ una scelta che si pone in modo critico verso molti aspetti della realtà, inutile negarlo. Quest’azione critica dev’essere consapevole, estendersi a tutti gli ambiti della nostra esistenza. Azione critica significa inesorabilità del pensiero e coerenza nell’azione, ma non significa “ribellione” o pretendere di assumere posizioni avanguardistiche (ridicole, secondo me) o fuori dagli schemi.

Azione critica significa in primis avere la consapevolezza che dal sistema non si può uscire, come già Pasolini, Foucault e tanti altri hanno scritto decenni fa.

Consapevolezza del fatto che l’Italia è un paese lacerato, con profonde differenze, con molto ancora da costruire e da ripensare, con sacche di corruzione di proporzioni ciclopiche.

Consapevolezza che istruzione familiare non significa disdegnare i programmi scolastici perché stupidi: non sono stupidi, ma sono strutturati secondo precise logiche che bisogna conoscere, bene, e bisogna studiare e ricreare.

Consapevolezza del fatto che il ruolo di genitore non è quello del protagonista, non siamo protagonisti di nulla, portiamo solo la nostra conoscenza (se ne abbiamo) in modo microscopico e sofferto.

Consapevolezza che i bambini sono molto più intelligenti di ciò che crediamo noi adulti: sono capaci di porsi in modo critico verso le cose e le persone, in modo più raffinato di quanto non facciamo noi “grandi”.

Se non si ha la consapevolezza di tutto questo e molto ancora, qualsiasi legge imposta da governi più o meno scellerati può portarci a compiere scelte ancor più scellerate.

 

 

 

Pubblicato da Marica Costigliolo

"I leave a white and turbid wake; pale waters, paler cheeks, where' er I sail. The envious billows sidelong swell to whelm my track; let them; but first, I pass." H. Melville

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