Il senso del limite

Svolgendo attività di modellato o di disegno con i bambini penso alla grande sfida della creazione artistica: un foglio bianco e qualche colore per rappresentare mondi paralleli, la creta per modellare la nostra immagine. Com’è difficile far aderire alla realtà la nostra idea, quanto è difficile creare una figura che corrisponda all’obiettivo. Confrontandomi con la materia (foglio o argilla) devo misurare le mie capacità, adeguare le mie aspettative a ciò che riesco effettivamente a fare. Mi misuro con i miei limiti e le mie potenzialità: per sviluppare l’autonomia non è forse necessario avere consapevolezza delle nostre capacità e delle nostre impossibilità? Davvero è importante tornare da scuola a casa da soli a 12 anni, piuttosto che svolgere quotidianamente attività creative e artistiche fin da piccolissimi?  L’autonomia si sviluppa rischiando la propria incolumità in un mondo che non rispetta l’infanzia, né mai l’ha rispettata, o incrementando la consapevolezza di sé e le capacità creative del bambino?

Stare ogni giorno al banco di scuola, ascoltando lezioni frontali, senza esercitare l’immaginazione, l’inventiva, la capacità artistica e musicale, può rendere i bambini persone autonome? Basta che tornino a casa da soli?

 

 

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