Sulla scrittura

” Nella vecchia scuola, lo sviluppo della creatività letteraria era orientato soprattutto nel senso che il maestro dava un tema, e agli allievi restava il compito di svolgerlo in una forma che si accostasse quanto più possibile a quella letteraria degli adulti, ovverosia allo stile dei libri che si facevano leggere loro. Erano temi che restavano estranei alla loro comprensione, e che non toccavano la loro immaginazione, i loro sentimenti.

Ai ragazzi non si mostravano esempi di come si debba scrivere. Ben raramente accadeva che quel lavoro, che essi eseguivano, venisse collegato a uno scopo comprensibile, prossimo, accessibile a loro. C’erano pedagoghi che, cercando erroneamente di guidare la creazione letteraria, spesso uccidevano l’immediata bellezza, originalità e vivide del linguaggio infantile, ostacolavano l’apprendimento del linguaggio letterario come d’un mezzo particolare di espressione dei propri pensieri e sentimenti, e favorivano lo sviluppo di quel gergo scolastico che consisteva in un trapianto puramente meccanico, nei bambini, del discorso libresco degli adulti.”

Testo di Lev Vygotskij, scritto nel 1930.

Pubblicato da Marica Costigliolo

"I leave a white and turbid wake; pale waters, paler cheeks, where' er I sail. The envious billows sidelong swell to whelm my track; let them; but first, I pass." H. Melville

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