Educazione “depositaria”

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“Come riflesso di una società oppressiva, come dimensione della “cultura del silenzio”, l’educazione “depositaria” mantiene e stimola la contraddizione. Infatti si basa su una serie di postulati che richiamano un tipo di rapporti “verticali”:

  1. L’educatore educa, gli educatori sono educati
  2. L’educatore sa, gli educandi non sanno
  3. L’educatore pensa, gli educandi sono pensati
  4. L’educatore parla, gli educandi l’ascoltano docilmente
  5. L’educatore crea la disciplina, gli educandi sono disciplinati
  6. L’educatore sceglie e prescrive la sua scelta, gli educandi seguono la sua scelta
  7. L’educatore agisce, gli educandi hanno l’illusione di agire nell’azione dell’educatore
  8. L’educatore sceglie il contenuto programmatico, gli educandi, mai ascoltati  in questa scelta, ci si adattano
  9. L’educatore identifica l’autorità del sapere con la sua autorità funzionale, che oppone in forma di antagonismo alla libertà degli educandi. Questi devono adattarsi alle sue determinazioni
  10. L’educatore infine, è il soggetto del processo, gli educandi puri oggetti.”

P. Freire

Pubblicato da Marica Costigliolo

"I leave a white and turbid wake; pale waters, paler cheeks, where' er I sail. The envious billows sidelong swell to whelm my track; let them; but first, I pass." H. Melville

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