Il progetto “Homeschooling”

Nel libro Per una pedagogia dell’alterità, oltre a un capitolo dedicato alla pedagogia libertaria, trovate anche una parte dedicata all’importanza della documentazione in un progetto di istruzione familiare. Alcuni genitori mi hanno chiesto come iniziare un percorso di homeschooling: oltre a comunicare alla scuola la propria decisione è importante cominciare un personale diario di bordo che può essere scritto in forme diverse. Anche se la scuola in cui farete l’esame non si dimostrasse interessata al vostro “diario di bordo” e le insegnanti volessero fare un esame di idoneità con verifiche e prove scritte, in ogni caso la documentazione raccolta sarà preziosa per continuare il vostro progetto. L’homeschooling infatti, a mio parere, dev’essere una sorta di progetto familiare, in cui tutti i membri della famiglia sono coinvolti, e che è composto di altri piccoli progetti individuali: per esempio, un bambino sarà interessato a raccogliere campioni naturali, un altro a scrivere un racconto, ecc. Progetti che possano scandire il tempo, con mini obiettivi da raggiungere in qualche settimana, o qualche mese, e poi strutturarne di nuovi.

Riporto qui uno stralcio dal mio libro:
In un progetto di istruzione familiare, in cui la soggettività gioca una parte essenziale, è necessario essere consapevoli delle proprie scelte metodologiche e pedagogiche, così come didattiche ed educative: la documentazione attraverso blog, diari, prodotti creativi, poster, articoli o saggi, è parte integrante di questo progetto. Inoltre la relazione educativa si trasforma in modo radicale, perché a differenza dei luoghi didattici istituzionali, in cui l’insegnante ha un ruolo definito da regole e norme ben precise, nell’istruzione familiare il genitore “cresce” con i propri figli, matura e si trasforma con loro, seguendo passo dopo passo la loro crescita. In questo senso la consapevolezza degli obiettivi, delle pratiche, degli errori diviene fondamentale e un lavoro attento di documentazione e di confronto un passaggio da mettere in atto sistematicamente. Così si costruisce un autentico linguaggio comune, perché i bambini vi partecipano dialogicamente ogni istante, che dà origine a un comune vocabolario che consente « il passaggio, la condivisione e lo sviluppo di saperi distribuiti ».

Pubblicato da Marica Costigliolo

"I leave a white and turbid wake; pale waters, paler cheeks, where' er I sail. The envious billows sidelong swell to whelm my track; let them; but first, I pass." H. Melville

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