Utopia e realismo? Il problema della felicità a scuola

Si parla in queste ore di felicità a scuola. I bambini sono felici a scuola. Tutti, proprio tutti. Anche in questo momento di paura, di mascherine, di disinfettanti, di distanze. Sono felici. Allora penso a parole che risuonavano qualche tempo fa. Se cambiare la scuola (la scuola in “piena tensione rivoluzionaria“, non la scuola di adesso) fosse utopia o fosse un’azione di realismo. Riporto qui un estratto.

Utopia questa, di attaccare, agendo nel suo interno un’istituzione [la scuola], la cui logica, ragioni, e inerzia sono tali da macinare, attutire e livellare tutto, senza contare i condizionamenti che pone, pesanti e mutilanti; qui si aggiunge un altro pericolo, che è di essere sempre più sospinti verso il negativismo, la distruzione, la politica del peggio e della merda, senza una positività che sola può coinvolgere e mobilitare. Realismo invece sarebbe quello di un impegno alternativo non castrato né frustrato dal confronto e ingabbiamento nella struttura scolastica sostenuta dal potere.

Secondo noi, tuttavia, tra le due possibilità non c’è esclusione… Vi è una questione che realmente accomuna le tue scelte, e cioè che ambedue esigono alla base la presenza e la partecipazione di coloro che sono esclusi dal potere. Si tratta allora di formulare un’ipotesi su questo interesse alla scuola da sovvertire, da pensare e volere per sé, sapere se le masse vogliono, date certe condizioni, rifiutare la scuola così come la tiene in piedi il potere e prendere su di sé come soggetto attivo il compito di una scuola altra. Nell’uno e nell’altro caso questa volontà è condizione essenziale, data la quale le categorie utopia-realismo non avrebbero più senso, poiché un utopia realizzata è sommamente realista, e un realismo in tensione rivoluzionaria vale 1000 utopie.   

E. Fachinelli

Il progetto “Homeschooling”

Nel libro Per una pedagogia dell’alterità, oltre a un capitolo dedicato alla pedagogia libertaria, trovate anche una parte dedicata all’importanza della documentazione in un progetto di istruzione familiare. Alcuni genitori mi hanno chiesto come iniziare un percorso di homeschooling: oltre a comunicare alla scuola la propria decisione è importante cominciare un personale diario di bordo che può essere scritto in forme diverse. Anche se la scuola in cui farete l’esame non si dimostrasse interessata al vostro “diario di bordo” e le insegnanti volessero fare un esame di idoneità con verifiche e prove scritte, in ogni caso la documentazione raccolta sarà preziosa per continuare il vostro progetto. L’homeschooling infatti, a mio parere, dev’essere una sorta di progetto familiare, in cui tutti i membri della famiglia sono coinvolti, e che è composto di altri piccoli progetti individuali: per esempio, un bambino sarà interessato a raccogliere campioni naturali, un altro a scrivere un racconto, ecc. Progetti che possano scandire il tempo, con mini obiettivi da raggiungere in qualche settimana, o qualche mese, e poi strutturarne di nuovi.

Riporto qui uno stralcio dal mio libro:
In un progetto di istruzione familiare, in cui la soggettività gioca una parte essenziale, è necessario essere consapevoli delle proprie scelte metodologiche e pedagogiche, così come didattiche ed educative: la documentazione attraverso blog, diari, prodotti creativi, poster, articoli o saggi, è parte integrante di questo progetto. Inoltre la relazione educativa si trasforma in modo radicale, perché a differenza dei luoghi didattici istituzionali, in cui l’insegnante ha un ruolo definito da regole e norme ben precise, nell’istruzione familiare il genitore “cresce” con i propri figli, matura e si trasforma con loro, seguendo passo dopo passo la loro crescita. In questo senso la consapevolezza degli obiettivi, delle pratiche, degli errori diviene fondamentale e un lavoro attento di documentazione e di confronto un passaggio da mettere in atto sistematicamente. Così si costruisce un autentico linguaggio comune, perché i bambini vi partecipano dialogicamente ogni istante, che dà origine a un comune vocabolario che consente « il passaggio, la condivisione e lo sviluppo di saperi distribuiti ».

Attività per l’autunno

Vi ricordate che abbiamo fatto l’erbario qualche tempo fa? Per quest’autunno ho pensato di fare qualcosa di simile, però studieremo in particolare gli alberi. Useremo un libretto molto carino e sintetico dove vi sono illustrate tutte le specie. Andremo poi nel bosco a raccogliere esemplari di foglie, le analizzeremo al microscopio, le classificheremo, e proveremo a disegnarle scrivendo il tipo di albero a cui appartengono.

Trovate le istruzioni su come si costruisce un erbario nel nostro pdf da scaricare qui.

Percorsi on line per genitori

Dal 2017, in collaborazione con l’associazione culturale “la prima radice”, propongo il percorso “Apprendimento e creatività”, corsi formativi on line per i genitori che desiderano intraprendere l’homeschooling, o che desiderano apprendere strategie didattiche alternative a quelle tradizionali. I corsi sono per genitori, educatori, docenti: la formazione si articola secondo svariate pedagogie e sulla mia ricerca (vedi il libro Pedagogia dell’alterità) Conduco questi moduli formativi sulla base di questa ricerca e della mia esperienza professionale come docente, formatore (certificata), arteterapeuta, e in parte anche sulla base della mia esperienza di mamma homeschooler, fermo restando che ogni esperienza è personale. L’homeschooling infatti è un percorso che non ha un contenuto prefissato che può essere codificato e trasmesso, ma è un percorso che ciascuno declina come preferisce. Questi corsi quindi non sono strutturati per spiegare come si fa homeschooling ma per offrire una panoramica su teorie, pratiche, materiali ispirate alla pedagogia libertaria, pedagogia totalmente alternativa a quella della scuola istituzionale. Possono essere utili anche per docenti che desiderano nuovi spunti didattici.

Con la frequenza di 5 moduli specifici è previsto l’attestato “Learning Support“.

Per informazioni potete consultare il sito della formazione dell’associazione culturale: www.edizionilaprimaradice.it in cui trovate il percorso “Apprendimento e creatività”. O potete telefonare al: 392-2570060.

Relazione oggettuale


Nel suo saggio Oggetti transizionali e fenomeni transizionali Winnicott illustra la sua teoria sulla relazione tra bambino e soggetto di accudimento, e giunto a una prima sintesi della sua esposizione afferma: « A questo punto il mio tema si allarga a quello del gioco, della creatività e dell’apprezzamento artistico, del sentimento religioso, del sogno come pure del feticismo, della bugia e del furto, dell’origine e della perdita del sentimento affettuoso, ecc ». Partendo dalla teoria kleiniana delle relazione oggettuali, Winnicott elabora la propria teoria dell’oggetto transizionale, quale una coperta, un peluche. Questi oggetti, nel mondo immaginifico del bambino, rappresentano l’oggetto parziale, come il seno: per il bimbo l’oggetto viene rivestito di un significato simbolico tale che è come fosse il seno materno, anche se il bimbo è consapevole che non è così. Il bambino infatti, quando usa il simbolismo, è in grado di distinguere tra fantasia e fatto, «oggetti interni e oggetti esterni, creatività primaria e percezione: ma il termine oggetto transizionale, secondo la mia ipotesi, sottolinea il processo che pone il bambino in grado di accettare le differenze e le somiglianze ».

Esami

In questi giorni molti genitori stanno valutando la possibilità di iniziare l’homeschooling. Il problema principale resta il problema degli esami. Sono obbligatori? Come si svolgono?

La legge sulla Buona scuola del 2017 ha introdotto l’obbligatorietà degli esami per tutti gli homeschooler. Secondo la legge sono esami di idoneità, ossia esami che dovrebbe svolgere chi richiede di entrare nel percorso scolastico: anche se la famiglia non avesse intenzione di fare questa richiesta, il bambino o il ragazzo deve comunque sostenere l’esame. La possibilità di concordare un programma alternativo o una modalità differente circa lo svolgimento dell’esame è quindi molto ridotta: di fatto l’istituzione scolastica è orientata nel proprio agire dalla stessa norma contenuta nella legge, ossia a far sì che i bambini in istruzione familiare sostengano comunque un esame standardizzato sulla base dei programmi scolastici.

Quindi secondo la legge l’esame è obbligatorio e deve essere svolto seguendo i programmi scolastici e le modalità decise dall’istituzione.

Sottrazioni

Per imparare le sottrazioni usiamo il gioco della banca (di ispirazione montessoriana): per il bambino infatti è utile per capire che sottrarre significa avere un resto derivato da una quantità iniziale. Con le sole formule matematiche quest’aspetto è infatti molto più difficile da comprendere.

Nel bosco

Oggi abbiamo fatto una passeggiata nel bosco, tra le piante abbiamo trovato un topolino di montagna.

Siamo stati fortunati, infatti questa specie è prevalentemente notturna.

Poi abbiamo letto tante informazioni sulle piante officinali:

E la passeggiata ci ha portato in un sentiero che ancora non conoscevamo: è emozionante “perdersi” nel bosco e trovare altri sentieri per tornare a casa. La cosa che amo di più del bosco è il silenzio, camminare senza parlare per alcuni tratti, ascoltando i nostri passi e i suoni circostanti.

Centro di Ricerca Pedagogica

È nato il nuovo centro di ricerca pedagogica Io e gli altri, a Genova, a cura dell’associazione culturale la prima radice. Acasadascuola sostiene il progetto, e cura la parte relativa al supporto homeschooling. Il centro è attivo nell’ambito delle consulenze, della formazione e della divulgazione scientifica.https://www.arteterapiafilosofica.com/centro-ricerca-pedagogica/

Formazione dell’adulto e natura


Per trasmettere al bambino il rispetto e l’amore per la natura è necessario che l’adulto abbia gli strumenti per acquisire consapevolezza e conoscenza del mondo naturale. Il maestro, l’insegnante o l’educatore, che ha capacità empatica con l’allievo, si emozionerà per una scoperta, gioirà per la riuscita di un esperimento, attraverso la rivelazione dei segreti della natura l’educatore potrà entrare in relazione con l’allievo. Secondo Maria Montessori l’adulto deve diventare una sorta di interprete dello spirito della natura, proprio come leggiamo i grandi autori della letteratura, perché la natura ha un proprio alfabeto che è necessario imparare.
Quale dev’essere quindi la formazione dell’adulto? L’adulto deve osservare la natura come uno scienziato e come un poeta, provare la meraviglia, la sorpresa, ma anche avere la capacità di elaborare, di comprendere, di scoprire i nessi, i legami che sottendono la vita e i suoi fenomeni. Solo in questo modo egli può comunicare ai bambini la bellezza del mondo, i suoi segreti, la necessità di rispettare gli esseri viventi e i segni che essi lasciano affinché l’uomo se ne senta parte integrante.

Come imparano i bambini?

Come imparano i bambini? Nessuno lo sa! Ci sono tante teorie su questo tema, molto diverse e molto discordanti. Ho letto molti testi su come NON imparano i bambini. Ma come funziona l’apprendimento? Osservando i bambini è indubbio l’approccio assolutamente individuale di ogni bambino. Diversi i tempi, diverse le modalità, diverse le attitudini, le capacità. Ho notato che la via creativa può essere d’aiuto, ma non necessariamente e non sempre. Forse bisogna lasciarli liberi senza proporre nulla? Non so se ci siano studi su questo, ma se i bimbi imparano imitando gli adulti, assorbendo dal contesto familiare e sociale, è evidente che l’idea di una “libertà” quasi assoluta è assurda. In una casa, ad esempio, piena di libri, senza televisione, i bambini probabilmente leggeranno molto: vedranno i genitori leggere, vorranno entrare nel mondo solitario della lettura. In un’altra casa senza neppure un po’ di musica, probabilmente non svilupperanno molta facilità nell’ascolto. Quale sia la ricetta giusta? Forse, semplicemente, non c’è. L’unica cosa da fare, continuare a cercare, leggere, studiare.

Filosofia dell’educazione

Nuovo percorso per chi desidera acquisire nuove competenze in ambito educativo e pedagogico: il percorso è organizzato dall’associazione “la prima radice” ed è rivolto a tutti coloro sono interessati alle tematiche legate al mondo dell’infanzia. Il percorso consta di tre specifici corsi ed è totalmente on line. Per informazioni visita la pagina del corso: https://www.edizionilaprimaradice.it/percorso-filosofia-delleducazione/

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