Nuova pubblicazione in pdf!

Una nuova pubblicazione in collaborazione con il Centro di ricerca pedagogica Io e gli altri e l’associazione culturale la prima radice: Apprendimento e creatività, 149 pagine in pdf.

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Sabati in città

Ci piace trascorrere il sabato mattina in città: dedichiamo il tempo a vedere mostre, o negozietti di artigianato, a fare corsi di disegno e di pittura. La città offre svariate occasioni di accedere a percorsi culturali: ultimamente non abbiamo potuto andare a mostre o a musei e queste riaperture ci rendono davvero felici!

Appunti da Tolstoj (passando per Wird)

L’istruzione è un tentativo di controllare ciò che già avviene spontaneamente attraverso la cultura: essa è cultura sottoposta a restrizioni. Tolstoj arrivò a queste conclusioni durante una visita a Marsiglia. In quella occasione visitò ogni scuola frequentata dai figli di operai ed ebbe lunghe conversazioni con insegnanti e allievi dentro e fuori la scuola. Il che gli rese evidente come l’apprendimento fosse basato sulla ripetizione meccanica, del tipo che si dava per scontato a quei tempi. Inoltre scoprì che gli studenti non erano capaci di leggere nessun altro libro se non quelli che studiavano a scuola e che sei anni di scuola non li avevano neppure messi nelle condizioni di scrivere una frase senza commettere errori. Per questo motivo si convinse che le scuole di Marsiglia fossero particolarmente mediocri. Da questa esperienza Tolstoj trasse una conclusione molto significativa: se qualcuno dovesse visitare tutte quelle strutture senza prima aver incontrato le persone in strada, nei negozi, nei bar e nelle case tutt’intorno, che opinione si farebbe di una nazione istruita in questo modo? Certamente ne trarrebbe l’opinione che si tratta di una nazione ignorante, rozza, ipocrita, piena di pregiudizi e persino selvaggia. Ma basta entrare in un qualche tipo di relazione o solo chiacchierare con un uomo comune per convincersi che la Francia è al contrario, ciò che essa stessa ritiene di essere: intelligente, perspicace, affabile, libera dai pregiudizi e davvero civilizzata.

Da L’educazione incidentale di Colin Ward

(Brano citato in Per una pedagogia dell’alterità, Arte, natura, condivisione, 2020)

Documentare il progetto di Homeschooling

Nel libro “Per una pedagogia dell’alterità” c’è un ampio paragrafo dedicato al progetto di istruzione familiare. Qui un piccolo estratto:


“Narrare non è forse avere la possiblità di raccontarsi, raccontare le proprie esperienze? In questo senso anche la narrazione del genitore delle pratiche messe in atto durante il progetto acquisisce un valore fondamentale. La documentazione raccolta, cartacea o virtuale, permette al genitore e al bambino durante la propria crescita, di testimoniare un percorso educativo che nel momento in cui si costituisce si rinnova, per cercare nuove strategie formative e comunicative.”

La valutazione e le “competenze”


Se l’oggettività (in realtà inesistente ma costruita a livello mediatico, politico, ideologico) è l’ideale a cui le scienze sociali si modellano, il soggetto si forma proprio su questa oggettività, che diviene una forma di verità a cui tendere.
Questo ideale spiega perché le statistiche hanno preminenza sui saperi locali, concreti, vissuti, perché i saperi esteriorizzanti e biologizzanti prevalgono sulle scienze umane, o ancora perché non si tiene conto degli effetti distruttivi della valutazione sull’individuo, se non come possibili “rischi psico–sociali” che minacciano l’ordine sociale e giustificano il trattamento speciale dei cosiddetti “anormali” o “disadattati”. Secondo Del Rey non vi sono forme di resistenza a questi processi valutativi e performativi dell’individuo: la pedagogia, per esempio, quando vuole introdurre l’auto–valutazione, diviene in realtà auto-normalizzazione, la psicoterapia deve essere breve, perché la psicoanalisi è una cura fondata sulla soggettività, sulla narrazione di sè, e richiede tempo, dedizione.
Così la valutazione delle competenze, tanto osannata come innovazione didattica in ambito scolastico e che avrebbe come obiettivo un affinamento del sistema valutativo, in realtà è peggiorativa perché non permette alcuna interpretazione: valutare le competenze senza considerare i contesti e le singole attitudini aumenta i danni della valutazione assunta a paradigma sociale dominante. Non si valutano più soltanto le nozioni acquisite ma addirittura le inclinazioni, le capacità sociali e relazionali, le abilità cognitive, insomma l’individuo nei propri aspetti più intimi e soggettivi. Come si faccia a non vedere quanto sia pericoloso questo discorso così “innovativo” lascia attoniti e tristi. Si prega di leggere o ri-leggere Foucault, “Sorvegliare e punire”.

Riapertura delle scuole

C’è qualcosa di più triste della protesta in atto per riaprire le scuole in piena pandemia? C’è qualcosa di più anacronistico e stupido di questo scagliarsi contro la didattica a distanza nel momento che stiamo vivendo?

C’è davvero una confusione epocale sul ruolo della scuola e una mancanza di immaginazione spaventosa: immaginare associazioni, enti locali, cooperative, professionisti che aiutino le famiglie fornendo insegnati o educatori, babysitter, aiuti domestici a un prezzo calmierato. Molto meglio delegare alla scuola tutto quest’aspetto, con il risultato che la scuola non può farsene carico, e diventa perciò una sorta di prigione o di lavoro per i bambini. Come i genitori devono andare a lavorare così i bambini devono andare a scuola: ma i bambini non sono adulti, non devono essere obbligati a stare otto ore al giorno fuori casa perchè i genitori non hanno la possibilità di avere alternative, se non spendendo tutto lo stipendio. Inoltre a scuola si sono ammalati molti insegnati, tant’è che sono considerati una categoria tra le prime a dover esser vaccinate. Questo mi fa pensare che forse la scuola non è un luogo così sicuro. Ma siamo costretti a rischiare la salute dei docenti e dei bambini e ragazzi perché non ci sono alternative, e dovrebbero esserci invece, anche se una madre non lavora, perché ogni madre ha diritto ad essere aiutata in casa. Siamo disposti a credere che i ragazzi devono istruirsi otto ore al giorno quando in altri paesi più civili, la media è di tre, quattro ore.

La protesta dovrebbe esserci, sì, ma per uno Stato sociale degno di questo nome. Non per riaprire delle gabbie dove rinchiudere i bambini in tempo di pandemia: e per giunta argomentando che è per il loro bene.

Esami e programmi

Per preparare i propri bambini all’esame di idoneità consiglio di seguire i programmi delle varie materie che sono insegnate a scuola: usare libri di testo scolastici come riferimento può essere utile come ho già scritto in un altro post. Sicuramente è importante chiedere un colloquio al Dirigente scolastico e alle insegnanti, per confrontarsi sul percorso, chiedere come sarà organizzato l’esame, quali prove sono previste. È possibile che il Dirigente chieda un semplice colloquio che verta sugli elaborati svolti dal bambino, situazione auspicabile, ma potrebbe anche essere che la scuola richieda un esame standard. Quest’ultima situazione è diventata molto più frequente con la legge della Buona Scuola dal 2017.

Prepararsi secondo i programmi e svolgere anche un percorso personalizzato che porti alla stesura di una tesina interdisciplinare, è la modalità che abbiamo scelto per avere un certo margine di certezza nel proseguimento del nostro homeschooling, per non trovarci troppo “lontani” dal percorso scolastico. Questo è consigliabile per diversi motivi, innanzitutto perché non è dato conoscere se, negli anni (e in un percorso di homeschooling dalla primaria al diploma, si parla di 13 anni per bambino) la linea della scuola sarà sempre quella di un colloquio informale. Poi può offrire un orientamento didattico per i genitori nel corso del tempo.

Inoltre può facilitare anche la relazione dei bambini e dei ragazzi homeschooler con i bambini scolarizzati, che possono svolgere compiti insieme, vedersi per studiare, correggere i propri elaborati, ecc.

Incontro gratuito per genitori

In collaborazione con il Centro di ricerca pedagogica di Genova, condurrò l’incontro on line gratuito sull’apprendimento creativo: ti aspetto!

Questioni di genere

Dire che sei genitore homeschooler significa anche confrontarsi con gli altri genitori o nonni o vicini (più o meno impiccioni) che hanno reazioni del tipo: “Non hanno il confronto con gli altri”, “Ma come fai’?”, “Non puoi lavorare”, “Bè, se te lo puoi permettere” ecc.

Ovviamente fare homeschooling significa dedicare moltissimo tempo ai propri figli: significa riorganizzare la vita familiare e personale. Il tempo da dedicare al lavoro (se lavoratrici autonome o libere professioniste) diminuisce considerevolmente e la maggior parte dell’impegno è generalmente richiesto alle madri. Questo sembra essere visto come una condizione patriarcale della famiglia, come una situazione pesante e quasi umiliante per la donna. Purtroppo le lotte femministe degli anni Settanta sono scomparse, lasciando tanti equivoci interpretativi dell’idea di una reale emancipazione della donna. La donna emancipata dovrebbe avere il tempo per dedicarsi liberamente alla cura della famiglia, dei propri figli. Dovrebbe poter provare gioia e non solo fatica nell’accudimento dei bambini: dovrebbe essere affiancata dal partner, che dovrebbe avere orari flessibili e congedi parentali, o da figure professionali messe a disposizione da Servizi statali o comunali. Purtroppo questo non è possibile, e allora restano due opzioni: o prendere persone a pagamento, o mandare i figli a scuola, una scuola che è in piena emergenza, e non solo a causa del Covid.

Chiaramente la scelta delle madri, che dovrebbe essere libera e autonoma, sostenuta dallo Stato, diventa in questo modo una scelta basata sulle possibilità del singolo e comunque resta percepita come un “peso”. Questa è la più grande sconfitta per ogni movimento di emancipazione della donna: l’idea che prendersi cura dei figli sia solo un dovere da cui cercare di “fuggire” in ogni modo.

In vista degli esami

In vista dell’esame di fine anno cambieremo un pochino il nostro studio quotidiano. Per ora abbiamo studiato “a epoche” ossia privilegiando una singola materia per alcune settimane. Questa settimana era la volta dell’arte e ci siamo divertiti a creare piccoli vasi, ciondoli e tanto altro. Ora organizzeremo il lavoro introducendo più discipline in una giornata. Integriamo con i libri di testo di scuola, e questo è utile per orientare lo studio e arrivare un pochino più “solidi” in vista dell’esame. Alcuni libri scolastici sono di qualità, offrono anche supporti multimediali, letture, pdf e attività on line. Sarebbe utile una legge, come accade in Canada, che offrisse un supporto economico alle famiglie homeschooler, per comperare libri e materiali didattici.

Incontro su Maria Montessori

Vi aspetto per il terzo incontro del ciclo A piccoli passi: parleremo dell’immaginazione, un aspetto meno indagato della filosofia educativa della Montessori. Per iscrivervi inviate email a: centropedagogicogenova@gmail.com

Formazione dei genitori

Per i genitori che intraprendono istruzione familiare è frequente intraprendere un lungo processo di auto formazione. Il genitore homeschooler non solo deve “Descolarizzare” la propria conoscenza, ma è necessario anche apprendere alcune strategie derivate da pedagogie alternative per preparare un progetto di istruzione familiare: con la legge della Buona scuola, oggi, la formazione vale ancora di più, dato che è obbligatorio sostenere un esame alla fine di ogni anno e di frequente l’esame dev’essere svolto secondo i parametri dell’istituzione scolastica. Quindi il genitore Homeschooler è chiamato a un duplice compito: accompagnare i propri figli in un percorso di apprendimento autonomo, rispettoso dei tempi del bambino e nel contempo non perdere di vista gli obiettivi didattici imposti dall’esame annuale. Un compito non facile. I percorsi formativi di Acasadascuola, in collaborazione con l’associazione culturale la prima radice, offrono una formazione per i genitori, docenti, educatori che desiderano approfondire tematiche didattiche-ludiche-artistiche secondo le pedagogie di orientamento montessoriano e steineriano. Un supporto concreto per tutti i genitori che desiderano arricchire le proprie conoscenze in modo semplice, accessibile e personalizzato.

Vedi qui

Incontro su Paulo Freire

Vi aspetto martedì 16 febbraio per l’incontro su Paulo Freire. Compila il modulo qui sotto per partecipare.

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