Pedagogia degli oppressi

Paulo Freire (1921-1997)

“Attraverso i suoi rapporti con la realtà, frutto del suo stare nel mondo e con il mondo, e per mezzo dei suoi gesti di creazione, ricreazione e decisione,  l’uomo dinamizza la storia, domina la realtà, la umanizza.”

La pedagogia degli oppressi è il titolo del famoso libro di Paulo Freire pubblicato nel 1970: Freire scrive dei rapporti di potere che costituiscono la società, divisa tra oppressi e oppressori. Nel fare questo Freire descrive come il potere vena perpetuato dalla classe dominante e quindi critica le istituzioni educative. Questo libro può quindi essere d’interesse per chi pratica l’istruzione familiare o per chi si pone in modo critico ad esempio verso la scuola: Freire scrive di quali dinamiche sia vittima l’oppresso e quale potrebbe essere una via di emancipazione. Per uscire da queste dinamiche Freire indica la via del dialogo, quindi una comunità educativa che si pone nei confronti della complessità come fonte di ricchezza e di nuove interpretazioni. Una comunità dialogante dove vi sia la possibilità di discutere e confrontarsi su temi che generano dialogo, è la risposta formativa di Freire a una società ingiusta.

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